INTERVISTE

Storia realmente accaduta di Salvatore Dicorato, proprietario di Lena (Aska) del Biagio

THE CHALLENGE

Lo scorso week-end, con mia moglie, abbiamo portato Aska sulla neve, in una nota località sciistica, per farla divertire un po’.
Arrivati sul posto notiamo una coppia di pastori tedeschi, grossi ed appariscenti, ben al di sopra dello standard.
Il proprietario, un distinto avvocato, non smetteva di decantare, in modo alquanto irritante, le presunte qualità dei due PT, Rex e Zara. Vantava il loro l’addestramento ad eseguire i suoi comandi, compreso il riporto di giornali e pantofole (evidentemente li aveva scambiati per camerieri!), l’assoluta incorruttibilità nel fare la guardia, e cosi via. Per non parlare poi delle pressioni che aveva esercitato sull’allevatore, affinché gli cedesse, i migliori soggetti delle rispettive cucciolate (la fortuna di alcune razze, meno i soggetti sono conformi dallo standard, più sono ricercati).
Ad ascoltare la logorroica disquisizione dell’avvocato eravamo in quattro o cinque, tra cui un simpatico signore partenopeo, con un Basset Hound.
Per tentare di placare questo fiume in piena convengo sui pregi dei PT nell’obbedienza, mentre le peculiarità di Aska sono quelle di cane da slitta.
L’avvocato puntualizza immediatamente che anche a trainare slitte i PT sono i migliori, ed i suoi, addirittura insuperabili affermando che la fama degli Husky era tutta pubblicità. D’altronde, aggiunge, nel film “Il richiamo della foresta” Buck era un PT.
Tra il divertimento dei presenti e lo sbigottimento di mia moglie, accenno che Aska è una Alaskan Malamute.
Con sufficienza l’avvocato replica di aver notato che il nostro cane, sembrava più un incrocio che un Husky puro, al contrario dei suoi che discendevano da fantomatici campioni.
Trattengo a stento mia moglie, intenzionata a dirgliene quattro, ed ammetto che la qualità dei suoi cani si notava a prima vista.
Il “merlo” era pronto, così per gioco la butto li, di fronte avevamo un cocuzzolo di una quarantina di metri, molto ripido, perché non scalarlo trainati dai nostri cani? Non una gara, aggiungo, ma il gusto di arrivare in cima.
Detto fatto, l’avvocato mi guarda accondiscendente, sposta lo sguardo sui suoi cani e, come un duellante quando decide che arma usare, infine, sceglie la femmina asserendo che non vuole vantaggi di nessun genere.
Preciso. Aska aveva la pettorina, col guinzaglio d’addestramento, legato alla cintura di sicurezza che indossavo, in modo da avere entrambe le mani libere. Zara, invece, aveva il collare a strozzo ed un guinzaglio da passeggio lungo circa un metro, tenuto con una mano dal suo padrone.
Partiamo: non era la prima volta per me ed Aska, in scioltezza bilanciandomi con le mani, ma soprattutto grazie alla potente azione di Aska, ci arrampichiamo fino ad un terrapieno situato a poco più di metà salita.
L’avvocato, nel frattempo, sbilanciandosi paurosamente, era scivolato mettendo in difficoltà Zara, che non riusciva più a trainarlo. Così dopo aver dato qualche strattonata, Zara si era prudentemente fermata, costringendo il suo padrone ad interrompere la salita e tornare giù.
Scendo anch’io seguendo l’allibito avvocato che non riusciva a darsi pace per l’accaduto. Cerco di rincuorarlo, forse Zara non stava bene, o non aveva voglia, perché non provare col maschio se lo desiderava? Così fece ponendo l’accento che, col commissario... mi correggo col suo Rex, non avrei avuto scampo.
Lungo il costone, intanto, si erano radunati dei curiosi, pronti a tifare ed incitarci.
Partiamo nuovamente: mi lascio sopravanzare di qualche metro dall’avvocato, poi lo sorpasso in progressione tirato da Aska che, avendo capito la situazione, iniziava a divertirsi anche lei. Evitiamo il terrapieno ed arriviamo in cima, io col fiatone, Aska come se nulla fosse.
L’avvocato tentava disperatamente di raggiungere il terrapieno, Rex era forte ed a furia di strattonate era riuscito a salire per una ventina di metri, ma all’ennesimo sbilanciamento l’avvocato era andato a faccia in giù nella neve. Di conseguenza anche il cane era scivolato e, liberatosi del guinzaglio, era sceso a valle seguito mestamente dal suo padrone tra i fischi di disapprovazione dei presenti.
Sono sceso nuovamente anch’io e questa volta, con un ghigno sul viso, ho suggerito all’avvocato di provare con entrambi i cani così, forse, c’è l’avrebbe fatta.
Il malcapitato era ad un passo da un attacco di bile sventato dall’intervento della figlia, la quale gli faceva notare che io mi arrampicavo con entrambe le mani libere, lui con una sola.
Credendo di aver individuato la soluzione del problema, l’avvocato, si procura una corda lunga un paio di metri. La inserisce dentro l’occhiello del guinzaglio, legando i due capi ai cani, ed aggancia, imprudentemente, il moschettone del guinzaglio alla cintura dei pantaloni.
Ora era finalmente pronto ad impartirmi la lezione che meritavo.
Pronti? Via! Partiamo per la terza volta, Aska non ha bisogno di essere incitata sa perfettamente cosa fare, evitiamo ancora il terrapieno tirando dritto verso la cima. Negli ultimi dieci metri diminuisce il mio contributo all’impresa ed aumenta quello di Aska, che a due metri dalla vetta sembra impuntarsi, ma con paio di balzi riesce a trainarmi su ormai esausto.
Una ventina di metri sotto, Rex e Zara strattonavano alternativamente ognuno per proprio conto, sballottando il loro padrone a destra e sinistra. Questi, distrutto dallo sforzo e dalla rabbia, era già scivolato un paio di volte rialzandosi faticosamente, privo di energie in balia dei suoi cani.

L’occhiello del guinzaglio, intanto, era scivolato verso Zara che subiva la maggior prestanza fisica di Rex. All’ennesimo strattone, si rompono cintura e pantaloni, facendo ruzzolare a valle l’improvvisato mushers, ormai svigorito, seguito ancora una volta dai suoi cani.

A questo punto, la moglie dell’avvocato, rossa in viso come un pomodoro, inizia a prendersela col marito, chiedendogli di reagire poiché ha fatto la figura del cretino.
Quando sono ridisceso passando accanto al fradicio ed ansante avvocato, non ho potuto trattenermi dal suggerirgli di prendere la mira prima di sparare cazzate.

Sagace, infine, il commento del proprietario del Basset Huond, che aggiungeva sibillino “Avvocato i suoi cani, saranno insuperabili nel trainare le slitte, ma a trainare i c.......... non valgono poi molto”.

Dopo meno di dieci minuti, l’avvocato, aveva caricato moglie figli e cani sul suo lussuoso fuoristrada andando via... e non era ancora mezzogiorno... per lui, però, un vero e proprio mezzogiorno di fuoco.

Salvatore

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